Integrità

Perdonarsi dentro


Integri e innocenti non significa accettare i soprusi, la tirannia, la violenza.

A man and his goal are One

A man and his goal are One

Non significa dichiarare ingiuste e illegittime tutte le guerre. Certamente non le amava Marco Aurelio, imperatore e filosofo, eppure le combatteva. Scriveva “I Ricordi” distillando la sua saggezza di stoico sotto una tenda da campo, incalzando i Parti tra l’Ircania e il deserto Salato.

Combattere e restare integri e innocenti significa capire che una cosa è l’Hostis e altra l’Inimicus. Significa capire che l’odio per il nemico lo crea e lo alimenta. Oltre al pronto soccorso e alla chirurgia d’urgenza, oltre alle cauterizzazioni e alle amputazioni senza anestesia sul “campo di battaglia”, c’è anche la medicina preventiva. Perdonarsi dentro significa estirpare la violenza dal nostro essere, educare il nostro pensiero, diventare padroni delle nostre emozioni, liberarci dalla paura. Perdonarci dentro significa liberarsi dalla infelicità, significa eliminare i conflitti alla radice. E’ la differenza tra reagire ed essere proattivi.

Credere senza credere

D. Vuole questo dire che non dobbiamo credere a niente? Che non dovremmo prendere posizione negli inevitabili schieramenti che si formano sulle questioni del nostro tempo?

Elio. A chi è convinto che dobbiamo diventare parte, che non possiamo evitare di schierarci, sfugge una straordinaria opzione. Oltre la fede, più in alto del credere, c’è il credere senza credere. Tutti hanno una fede, tutti credono in qualcosa. E’  una capacità che appartiene anche all’umanità più ordinaria e grossolana. Tutti possono essere convinti di essere nel giusto, o aver fede in un’idea. Fa parte della nostra educazione e del modo in cui si è costruita la nostra logica. La mente conflittuale ci fa vedere solo attraverso la frizione degli opposti, attraverso la loro contrapposizione. E’ l’effetto della descrizione del mondo che abbiamo ricevuto da maestri di sventura, genitori inconsapevoli, profeti di sciagure. Il meccanismo che ci fa identificare con una fazione, che ci fa credere che la nostra squadra sia la migliore, è lo stesso che ci fa scivolare nel fondamentalismo politico e religioso. I conflitti del pianeta si perpetueranno finché la ragione dell’uomo resterà armata, finché antagonismi che ci appaiono e classifichiamo come bene e male continueranno a combattersi, non nel mondo, come poli opposti dell’esistenza, ma nell’essere di ogni uomo, insieme a sofferenza e piacere, paura e amore. Il peccato non è scegliere ma credere, essere convinti che la nostra scelta è quella vera, l’unica ragionevole, la sola giusta. Occorre saper combattere il nemico, usare tutte le armi a nostra disposizione per sconfiggerlo, ricordando che l’antagonista  è il nostro miglior alleato visto di spalle. Occorrono Scuole dell’essere, università dedicate all’individuo, come la European School of Economics, con la missione di preparare una nuova generazione di leader, sognatori pragmatici dotati di un sesto senso, l’intuito, e di un settimo senso, il sogno, capaci di ”vedere” dietro la maschera terribile, spietata del nemico, la complicità dell’alleato, l’ammiccamento del benefattore. Il male, il vero peccato, è l’identificazione con uno degli opposti, escludendo l’altro. Questa è la colpa principale.

L’imperatore romano Marco Aurelio era stato educato dal suo tutore a non parteggiare per nessuno degli opposti: “Not to be a Green or a Blue partisan at the races, or a supporter of the lightly armed or heavily armed gladiators at the Circus… Gesù viene crocifisso tra due estremi… gli estremi sono sempre ladroni… se li contieni, se mantieni questa terza forza che li unisce, che li armonizza…. conosci la via ad un ordine superiore.

 

Il Sogno
La Musica della Vita
Amare se stessi
Osservare se stessi
Amare se stessi
Se dei consapevole del dolore…
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