La paura è amore degradato


Estratto dal libro La Scuola degli Dei

«La paura è una droga che circola da sempre nelle vene della tua esistenza. Non è paura di qualcosa. È paura e basta – affermò – Ormai ne sei assuefatto. Le condizioni che un uomo incontra nel mondo degli eventi, sono utili per rivelare quello che ha cercato di sfuggire, di non vedere dentro di sé. Il male, l’accidentalità, per chi non ha una Scuola, sono disavventure. Per chi ha una Scuola sono strumenti di lavoro per riconquistare l’integrità perduta, e capire. Allo stesso tempo, sono sintomi, bip di allarme sulla sua vera condizione. Contrariamente a quello che un uomo crede, prima viene la paura, poi scegliamo di cosa aver paura.»   Dubbi, paura e dolore definiscono presto nella vita di un uomo comune i limiti delle sue possibilità; uno spazio ipnotico, irreale, entro i cui confini egli si sente sicuro come tra le pareti massicce di un bunker, metà rifugio, metà prigione.   «L’abbandono della paura è il primo passo verso l‟integrità, verso l‟unità dell‟Essere – completò il Dreamer – sulla paura non si costruisce niente né si può aggiungere intelligenza. L‟assenza di paura è la prima legge del guerriero. La paura ti fa dipendere da un impiego e ti spinge a rifugiarti nella malattia, come hai già fatto in passato.»

La voce del Dreamer assunse il tono di una burbera esortazione quando mi ordinò:

«Trasforma la paura in opportunità!… L‟uomo ha due soli sentimenti: la paura e l’amore. Essi non sono opposti tra loro… Sono la stessa realtà su piani diversi dell’Essere… La paura è l‟amore degradato, l’amore è la paura sublimata

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