Immortalità

Dio e Morte


God and Death

God and Death

Dobbiamo scardinare due principi fondamentali che circoscrivono negativamente i limiti della nostra esistenza: Dio e la morte.   Sovvertire i dogmi che limitano il nostro sviluppo come individui permette la crescita dell’intera società e di tutte le organizzazioni che la compongono. E un modo di pensare è una forma mentis che ha radici profonde nel differimento dal qui e ora. L’allontanarsi dall’istante presente proietta un aldilà in cui ricevere qualche premio immaginario, mentre per coloro che credono in Dio la vita sulla terra si presenta come un ricamo al rovescio, un disegno intricato ed incomprensibile la cui bellezza si svela solo dopo la morte. L’invenzione di Dio e della morte garantisce comunque un ordine universale con cui governare le masse inconsapevoli che potrebbero in ogni momento degradare sempre più fino a giungere alle soglie della bestialità e del cannibalismo. Mentre Mosè porta dalla Montagna il segreto dell’Io Sono, sulle tavole della legge incide l’affermazione che è l’individuo colui che crea tutta la realtà che vediamo e tocchiamo, la massa inventa un Dio esterno, mostruoso, un vitello d’oro, da propiziare, da adorare e a lui affida il suo destino. Quindi alla menzogna di un Dio corrisponde la bugia della morte che va di pari passo con l’idea di una divinità esterna a noi stessi.   Chi comprende quale sia l’inganno, la trappola mortale di questa credenza superstiziosa non solo mette in discussione l’esistenza di un dio, ma anche la convinzione dell’invincibilità della morte e la sua ineluttabilità, per costoro morire diventa impossibile e la vecchiaia, preambolo della morte, si trasforma in una cattiva abitudine.   I Patriarchi antidiluviani vissero secoli, e Matusalemme sfiorò il millennio, perché non avevano in se il concetto di vecchiaia e di morte né tantomeno la credenza in Dio. Studiare se stessi e fare ogni sforzo per sradicare dal pensiero e dalle cellule del corpo è la più entusiasmante delle rivoluzioni, è l’azione vincente che porta allo stato di deathlessness, timelessness, fearlessness, godlessness, ed è possibile solo attraverso l’eliminazione di Dio dal suo percorso e con essa all’eliminazione della speranza in un regno soprannaturale. L’idea della morte rafforza quella di Dio e l’idea di Dio rafforza quella della morte. Sono complementari. Libertà dalla morte e libertà da Dio sono condizione l’una dell’altra.   Il Dreamer dice: Non c’è nulla che possa manifestarsi senza il tuo consenso…   I concetti di Dio e di morte hanno invaso ogni cellula del corpo e ogni fibra dell’essere, e di fronte a questo si sono arrese anche i cosiddetti grandi uomini, quelli che vengono considerati esseri illuminati. Il Sogno non è Dio. Il Sogno sei tu… sei tu il creatore di tutto quello che pensi e vedi. La convinzione che ci sia un mondo creato prima di te, da un creatore fuori di te, sopra di te è un suicidio, un modo per eliminare il vero creatore, te stesso. Anche il business e l’economia sono condizionati da queste convinzioni sulla morte e su Dio. Esse ne limitano la creatività e la longevità. Le religioni nascono per rafforzare e perpetuare questi due concetti che mantengono l’uomo nell’ignoranza e nel limite. Gli stessi religiosi ne sono inconsapevoli, diversamente non potrebbero appartenere a organizzazioni così efferate e criminali.   D. Ma se eliminiamo queste idee, cosa rimane nell’uomo?   Rimane la libertà dalla morte, la libertà da Dio. Rimane la responsabilità che è la risposta a tutto. Rimane la libertà di diventare qualcosa di nuovo, di diverso, di creativo, senza essere obbligato a portare il peso del passato. Soppressa la bugia della morte e di Dio, l’esistenza dell’uomo non è più ridotta a un segmento di tempo, la sua immortalità non è più rinchiusa all’interno di due parentesi: la data della nascita e quella della morte. Tutto accade qui nell’istante, radice di tutto e ogni cosa. La morte è irreale, non esiste fuori ma la si vince dentro. L’umanità è ipnotizzata dalla sua stessa bugia, rinchiusa in una self-created prison, e ha paura di perdere le ringhiere, quello stato di prigionia, di schiavitù che la fa sentire protetta. Per un ergastolano la libertà è una minaccia, una tale minaccia che alla libertà preferirebbe il suicidio. Ai suoi occhi essa è migliaia di volte più stretta della sua cella di pochi metri quadri.   Le religioni cadranno, e le nazioni non avranno più motivo di essere, certo, ci vorrà tempo, perché il mondo è tempo. Ma l’individuo può farlo adesso, può strapparsi questo limite da dentro in questo istante. La vittoria non è tra un mese o tra un anno. La vittoria è adesso. Dio nasce con i tuoi limiti e muore con la tua morte. Abbandonalo!

Immortalità
La menzogna della nascita
Immortalità
C’è un modo per combattere la guerra, la povertà, la malattia, l’invecchiamento e la morte per sempre. Sì, c’è un modo per realizzare la vittoria permanente, la prosperità sicura e la felicità eterna. E ciò che porta a questo successo eccezionale è l’acquisizione della giusta comprensione della natura del male, cioè lo sforzo cosciente per la trasformazione della sofferenza interiore.
Immortalità
La vera Conoscenza è la Conoscenza interiore
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