A caccia di ombre


D. Chi è Elio D’Anna?

Elio D’Anna Musician

Elio D’Anna: Da giovanissimo l’unica opportunità per essere un guerriero te la dava la musica che rappresentava l’opportunità di entrare in contatto con sé stessi. La scoperta che il mondo non è qualcosa di esterno o di separato avvenne proprio attraverso la musica, il ponte luminoso gettato nel territorio inesplorato dell’Essere, che mi portò ad avvicinare Sri Chinmoy, maestro di meditazione, concentrazione e contemplazione.

D. Vuole dirci che ci dobbiamo allontanare dal mondo per ritirarci in uno stato di preghiera e meditazione?

R. Trovarsi in uno stato d’impotenza e non sapere come uscirne è il momento migliore per vedere i propri limiti. E’ la via del ritorno a casa, sono proprio quelli i segnali luminosi che mostrano e segnano il percorso visibile. Osservare se stessi è l’accesso immediato ad uno stato di felicità. Ho visto persone rifugiarsi nella preghiera, ore e ore di meditazione, rinunce al mondo.. tutto inutile perché si tratta di una fuga. La soluzione è avvicinarsi di più a questa infelicità, a questo stato di nausea e di morte.

D. Chi vorrebbe affrontare il dolore interno o cercare di essere più infelice di quello che è?

R: Toccare questo dolore quasi fisico che erroneamente crediamo provenga dall’esterno,  ti mette in contatto la sorgente interna del dolore, è la selva oscura in cui si è permanentemente sconfitti. Questa è la vera rivoluzione! Toccare l’infelicità con la ferma determinazione di buttarsi nell’abisso, nelle fauci del male.

Tuffatevi nel buio e vedrete che si tratta solo di un’ombra, una pallida e lontana descrizione che governa ed ha governato tutta la vostra vita. E’ un’enorme bugia che spalanca le porte al paradiso. Realizzare il proprio fallimento è la vera vittoria,  non accettate la sconfitta, siate dei ribelli. Il mondo è al vostro servizio, Amicizia, Amore, Bellezza e Ricchezza, tutti e tutto lavorano per voi. In questo meraviglioso racconto, stare male intenzionalmente è impossibile. Le due cose sono incompatibili. Vai a caccia dell’infelicità, non la troverai, la caccia al dolore spalanca le porte dell’immortalità.

 

Le parole sono la forma di comunicazione di un’umanità primitiva, l’evoluzione verso il silenzio equivale all’abbandono della supremazia dell’attività cerebrale. “Cogito ergo sum” è un’affermazione preistorica che ci fa sentire sicuri, protetti dalla morte mentre l’assenza di pensiero è assenza di protezione, è uno stato di potere, è l’evoluzione dall’uomo che prende dall’esterno all’uomo che crea.

La vita deve affiorare in superficie dall’interno, la vita e l’immortalità sono stati d’essere che possono essere generati dal nostro interno, non c’è hobby o attività più speciale  di questa presenza ed anche l’immortalità è il frutto di una vittoria… la gioia e il benessere fluiscono spontaneamente mentre per chi dimentica c’è solo la sofferenza, inutile e inesistente.

 

 

 

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